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Giovanna D’Anzi, laureata in giurisprudenza con una tesi intitolata “Humanitas” (relatore: Maria Pia Baccari)

 

Studiare diritto è sempre stata la mia aspirazione fin da piccola, complice forse il fatto che la prima volta che andai in tribunale con mio padre avevo solo 6 anni e ne rimasi incantata.

Ho avuto la fortuna di iniziare il mio cursus honorum alla Lumsa, dove ho incontrato docenti attenti alla formazione giuridica e culturale, e altrettanto ai rapporti umani, ai valori fondamentali per costituire le radici  della personalità di un giovane studente. In particolar modo, artefice della mia scientia iuris è la professoressa Maria Pia Baccari che ha acceso in me la passione di approfondire le discipline romanistiche. Mi sono infatti laureata a luglio del 2003 con una tesi in storia del diritto romano con titolo Humanitas, relatore professoressa M. Pia Baccari.

Conseguito il titolo ho svolto la pratica forense e sono diventata avvocato civilista, ma continuando a coltivare gli studi romanistici. Ho trovato la mia più grande realizzazione professionale nell’attività di ricerca e nel  rapporto con gli studenti che ho potuto sperimentare, sia collaborando alla cattedra, sia collaborando all’ufficio orientamento. Attualmente ho quasi terminato il dottorato di ricerca vinto presso la Sapienza. Il mio progetto di ricerca ha l’obiettivo di approfondire le tematiche umanitarie all’epoca degli imperatori antonini.

Il 2 luglio 2011 mi sono sposata, concretizzando il mio sogno più grande e più importante, quello per cui sono stata educata e cresciuta, con valori cristiani basati sui principi fondamentali della famiglia e dell’amore. La cerimonia si è svolta nella Basilica di Santa Francesca Romana. È  emozionante la sensazione di creare una nuova famiglia, sigillata in Chiesa e benedetta dal Signore, alla presenza delle persone più care in terra, e degli angeli custodi in cielo. Ora sono una moglie, un “mestiere” meraviglioso, in attesa di essere “promossa” a madre, e mi adopero con tutte le mie forze, sotto l’egida di Gesù e Maria, per fortificare la mia famiglia con valori sani per dirigerla verso la purezza, la sincerità, la carità e la serenità di chi si vuol bene, semplicemente e concretamente, come me e mio marito. Il matrimonio tra un uomo e una donna è la medicina che se fossi medico prescriverei a tutti.

Giovanna D’Anzi

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Caterina D’Alessandro, laureata in giurisprudenza con votazione 110/110 con una tesi intitolata “La condizione della donna nell’esperienza giuridica romana” (relatore: Maria Pia Baccari)

 

Io e Marco mio marito dopo sette anni di fidanzamento abbiamo deciso di sposarci perché crediamo nel sacramento del matrimonio e nella sacralità della famiglia.

Per quanto riguarda il lavoro lui svolge un attività a tempo indeterminato e non guadagna molto. Lo stesso anch’io ed ho, però, un contratto a tempo determinato che mi è stato rinnovato da sei mesi in sei mesi ed ora ce l’ho fino a dicembre.

Mi ritengo fortunata in quanto ho avuto questa opportunità subito dopo la laurea specialistica e svolgo funzioni attinenti alla mia preparazione giuridica.

Abbiamo stabilito di sposarci e quando abbiamo deciso di compiere questo passo, ci siamo sposati in Chiesa ed abbiamo concordato di unire le nostre vite nonostante la precarietà del lavoro in quanto, come ho già detto all’ inizio, siamo determinati a mettere su famiglia dopo aver partecipato alla preparazione con assiduità e consapevoli del passo che avremmo affrontato.

Pensiamo di costruire insieme una famiglia con i valori che abbiamo ereditato dalle nostre famiglie di origine e sostenuti dall’ aiuto del Signore e dall’amore che portiamo verso Lui che ci aiuterà, ne siamo convinti, ad alleviare gli affanni ed affrontare le difficoltà che si presenteranno nella nostra vita futura e ci sosterrà a creare una Santa Famiglia, consentendoci di donare la vita, quale anticipo di resurrezione ed anche se non possiamo comprendere questo mistero, ci guiderà  per tutta la nostra vita terrena fino al momento che ci lasceremo per godere della gioia illuminante del Signore.

Caterina D’Alessandro

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Racconti di studenti teramani

 

Nell’anno accademico 1994-1995 mi sono iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza di Teramo ed ho superato il mio primo esame con la Professoressa Maria Pia Baccari. È iniziato così il mio interesse per le fonti storiche e l’attività di ricerca. Nel 2000, dopo la laurea in giurisprudenza mi sono iscritta alla Pontificia Università Lateranense e per 6 anni ho fatto un’esperienza di vita collegiale in una casa di ospitalità per studentesse iscritte nelle Facoltà Pontificie provenienti da altri paesi comunitari e non. In realtà ho percepito una borsa di studio parziale sottoposta a “revisione” mensile perché ogni mese la Direttrice fissava riunioni di verifica del profitto accademico e dell’efficienza “contributiva”: per 5 anni ho frequentato le lezioni, tutti i giorni dal mattino al pomeriggio, alle 19:30 di corsa in collegio per il servizio liturgico (animavo la liturgia dei Vespri), il mercoledì alle 19:45 la S. Messa comunitaria, una volta la settimana il servizio in cucina e a tavola, un’altra sera il servizio in portineria fino alle 10:30, orario massimo previsto per il rientro in collegio. È stata un’esperienza che mi ha permesso di seguire le lezioni accademiche ed arricchire la mia formazione professionale, non senza difficoltà sotto il profilo umano e spirituale. Nello stesso periodo, nel fine settimana tornavo a Teramo per seguire il Coro dei bambini e degli adulti della comunità di appartenenza dei miei genitori, sostenuta dall’esempio di fede di mia madre.

Dopo l’abilitazione all’esercizio della professione forense, ho conseguito il Dottorato in Diritto Canonico, ho esercitato la professione forense ordinaria e canonica a Teramo, Siracusa e Roma, lasciando sempre spazio all’attività di studio. Nel 2010, dopo una ricerca in Archivio Segreto Vaticano, la LEV ha pubblicato il mio articolo sull’iter legislativo del can. 1086, § 2 del Codice di Diritto Canonico del 1917 in tema di simulazione del consenso matrimoniale canonico e nel maggio 2011 la Casa Editrice Marcianum Press ha pubblicato la mia monografia “Atto positivo di volontà e simulazione (can. 1101, § 2). Dottrina e Giurisprudenza”.

In occasione del Corso residenziale di Diritto Canonico Applicato del 2010 ho esaminato diverse sentenze rotali non pubblicate in tema di esclusione dell’indissolubilità e della fedeltà, sottolineando l’interpretazione dell’atto positivo di volontà nelle pronunce rotali.

Il 6 luglio 2010 ho sostenuto e superato l’esame di diploma rotale: 12 ore di studio degli atti relativi ad un caso di declaratoria di nullità matrimoniale e stesura del votum pro rei veritate in lingua latina.

L’8 dicembre 2010 ho unito la mia vita a quella di Luigi, l’unione per la vita, oltre la vita. Ho scelto di seguirlo nella città di Reggio Emilia in cui svolge con grande passione e soddisfazione la professione di Ortopedico. Il suo sorriso dà forma al mio. Luigi ha una straordinaria sensibilità, una cura ed un’attenzione per le persone che “incontra” in ospedale che condivido con tanta gioia.

Ora spero di accrescere la mia formazione umana e professionale. Qualche mese fa ho incontrato in Rota la Prof.ssa Maria Pia Baccari ed il suo abbraccio mi ha riscaldato il cuore! Grazie Prof.!

Sonia Reggi

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