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san francesco d'assisi pastore e martire

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      Fondamenti del diritto europeo. Lezioni, a cura di Maria Pia Baccari, per i 140 anni dell’Archivio giuridico, I quaderni dell’Archivio, Editore Mucchi, Modena 2008

 

Il volume raccoglie alcune lezioni tenute da illustri studiosi nell’ambito del Seminario di Fondamenti del diritto europeo, promosso dalla professoressa Maria Pia Baccari presso la Facoltà di Giurisprudenza della Lumsa. Il Seminario si propone come iniziativa diretta ad individuare ed approfondire quei fondamenti del diritto della casa comune europea che si viene costruendo, chiamati a dare unità e senso al sistema e radicati in primo luogo nella grande esperienza romanistica. In effetti pur nella sua interdisciplinarietà, il Seminario tende a focalizzare nell’ambito delle diverse branche del diritto gli elementi di derivazione romanistica, a cominciare dalle categorie logiche e concettuali. L’importanza di orientare le giovani generazioni che si accostano agli studi giuridici ai Fondamenti del diritto europeo, sia in ordine alla loro formazione culturale sia in ordine alla loro formazione professionale, risulta del resto chiaramente avvertita dal legislatore, che nel delineare l’ordinamento delle Scuole di specializzazione per le professioni legali ne ha previsto esplicitamente l’insegnamento. Ma la “rinascenza” del diritto romano non si ferma qui. Come ben noto, in tempi di globalizzazione, di crisi del monopolio statale nella produzione del diritto, di nascita – o rinascita – di nuove esperienze giuridiche non più legate alla nazione o al territorio (si pensi alla lex mercatoria), i principi giuridici che la saggezza romana ha distillato tornano ad essere valide guida per il nuovo che avanza. Di qui un’ulteriore utilità di raccogliere alcuni contributi in questo volume che apre una collana: I Quaderni dell’ Archivio Giuridico. Una collana istituita nella ricorrenza del 140° di fondazione della rivista modenese, la più antica rivista giuridica italiana, “il salotto buono” della nostra cultura giuridica, come si esprimeva un grande giurista che ne fu a lungo direttore: Arturo Carlo Jemolo. Anche per questo il primo volume della collana è di contenuti prettamente romanistici, giacchè l’Archivio Giuridico è nato con l’attenzione rivolta alla grande esperienza giuridica romana ed ha sempre riservato una particolare attenzione agli studi nel campo. Ed anche per questo nel volume che si presenta viene riproposto un testo di Pierangelo Catalano su Pietro Ellero, studioso di diritto romano e fondatore della rivista, che in questa vedeva uno strumento per realizzare, dopo l’unità politica nazionale, una vera unità di cittadinanza e ordinamento. Obiettivi che, in forme nuove, si ripresentano nel contesto europeo.

 

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     Il titolo di Magno dalla Repubblica all’Impero al Papato, a cura di Maria Pia Baccari e Attilio Mastino, I quaderni dell’Archivio, Editore Mucchi, Modena 2009

 

Gli Atti che vengono qui pubblicati sono frutto di una riflessione che ha preso spunto dal titolo di Magno attribuito a S.S. Giovanni Paolo II, nel quadro di una più ampia ricerca svolta dalla Cattedra di Diritto romano della Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università Maria S.s. Assunta, finanziata dall’Ateneo, al fine di ricostruire storicamente come l’appellativo di Magno sia stato attribuito a Imperatori (ma non solo, ad. es. Pompeo Magno) a Pontefici e/o Santi. E’ stato organizzato a Roma il 16 ottobre 2006, nella sede di via Pompeo Magno, un Seminario, in ricordo del XXVIII anniversario dell’elezione al soglio pontificio del Servo di Dio Giovanni Paolo Magno: il titolo di “Magno” dalla Repubblica all’Impero al Papato. Hanno preso parte numerosi studiosi di diverse discipline, provenienti da vari Atenei italiani. Da questi Atti è possibile cogliere, ancorché per spunti e frammenti, il filo rosso che lega le origini e le fortune del termine Magno nell’età classica, al suo riemergere nell’età medievale con riferimento al Papato, fino all’inatteso ritorno in occasione del conferimento a Papa Wojtyla, nel 2003, della laurea honoris causa da parte della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma. Nel Diploma consegnato in quell’occasione all’anziano e sofferente Pontefice era incisivamente scritto che, “vota publica recolentes“, in ragione del suo alto ed universale magistero “in serie Romanorum Pontificum titulo Magnus iure meritoque esse insignandus”.

 

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Sta per uscire il libro:

      

Chi difende i principi non negoziabili? La voce dei giuristi, a cura di Maria Pia Baccari, I quaderni dell’Archivio, Editore Mucchi, Modena 2011

 

Il terzo volume si divide in due parti: la prima contiene lavori sulle Personæ, essenzialmente sul concepito. In particolare propone un importante inedito del prof. Vassalli, arricchito di un DVD con la registrazione dell’evento tenutosi alla Lumsa nel 2009. La seconda parte è sulle Res, la tutela dell’ambiente, delle acque con, tra gli altri, un contributo del prof. Maddalena.

 

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Giuseppe Grosso, “Il diritto di sciopero e l’intercessio dei tribuni della plebe”, estratto dalla Rivista italiana per le scienze giuridiche, Milano 1953.

 

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     La passione di Perpetua e Felicita
Prefazione di Eva Cantarella, introduzione, traduzione e note di Marco Formisano

 

Cartagine, 2O3 d.C.: Perpetua è una giovane donna condannata a morte insieme ad altri quattro coetanei a causa del suo credo cristiano, intollerabile per le autorità imperiali. L’esecuzione ha luogo nell’anfiteatro della città: i martiri vengono dati in pasto agli animali feroci per poi venire finiti dalla spada dei gladiatori. Questi gli eventi narrati nella “Passio Perpetuae et Felicitatis”, uno dei più antichi testi appartenenti alla raccolta chiamata successivamente “atti dei martiri”. È la narrazione di un martirio che si sviluppa attraverso parole, visioni e sogni; un racconto del tutto privo di retorica che ci restituisce un personaggio al pari di Antigone e Lucrezia.

 

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  Wolfgang Waldstein, Teoria generale del diritto: dall’antichità ad oggi, Roma 2001

 

Wolfgang Waldstein, “La capacità della mente umana di conoscere il diritto naturale” in Natura e dignità della persona umana a fondamento del diritto alla vita. Le sfide del contesto culturale contemporaneo. Atti della VIII Assemblea della PAV (25-17 febbraio 2002), a cura di Juan de Dios Vial Correa ed Elio Sgreccia, Città del Vaticano 2003, pp. 1213 ss.

 

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    Enciclopedia di bioetica e scienza giuridica, vol. I (Aborto – Azione popolare), a cura di Elio Sgreccia e Antonio Tarantino, Napoli e Roma, 2009.

 

     Enciclopedia di bioetica e scienza giuridica, vol. II (Banche dati – Buoni costumi), a cura di Elio Sgreccia e Antonio Tarantino, Napoli e Roma, 2009.

 

     Enciclopedia di bioetica e scienza giuridica, vol. III (Cadavere – Cyborg), a cura di Elio Sgreccia e Antonio Tarantino, Napoli e Roma, 2010.

 

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    Benedetta Papàsogli, Luigia Tincani: l’oggi di Dio sulle strade dell’uomo, Roma 1985

 

In molti fermenti della storia ecclesiale del nostro tempo troviamo il lievito di Luigia Tincani. All’inizio del Novecento ha partecipato, ragazza fervida e vulcanica, al sorgere dei movimenti laicali, animandoli con la propria intuizione dei nuovi compiti sociali e professionali della donna; da parte sua custodiva una vocazione religiosa che si è attuata in una forma, per i tempi, profetica: vocazione a servizio della Verità, in tutti i luoghi di elaborazione della cultura e di azione pedagogica; vocazione senz’abito e senza segni esteriori visibili, tale da rinnovare la concezione stessa della vita religiosa femminile, unendo “stabilitas” e “agilitas”, la cella e la strada, il senso del focolare e quello della frontiera.

 

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    Luigia Tincani, Alla scuola di S. Caterina, Roma 1980

 

In questo anno, che segna il sesto centenario del beato transito di santa Caterina da Siena, e il quarto anniversario della morte di quella sua fedele e geniale interprete che fu la madre Luigia Tincani, ci è sembrato opportuno proporre alcuni scritti cateriniani di lei all’attenzione di quanti vorranno leggerli.

 

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    Luigia TincaniFrammenti di quotidianità. Spiritualità domenicana per il nostro tempo, Milano 1998.

«Di un’esperienza autenticamente umana, un “esodo dell’io verso il Tu di Dio” che non è esauribile in parole, ma percorre le strade del quotidiano e segna la vita, le situazioni e i gesti comuni dell’esistenza. Perché tutta la storia sia recuperata nell’eterno presente di Dio, e la nostra umanità disgregata incontri il suo abbraccio. La spiritualità domenicana riscoperta e rivissuta da Luigia Tincani nel nostro tempo riattinge alle sorgenti della spiritualità cristiana, che nel mistero dell’incarnazione incontra la sollecitudine di Dio per l’uomo».

 

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Per visualizzare altri libri di Luigia Tincani, clicca qui.

 

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     Danielou, L’orazione problema politico, Roma 2003.

 

L’intento di queste pagine è quello di porre una domanda: in quale modo si renderà possibile l’esistenza di un grande popolo cristiano nella civiltà di domani? Il problema religioso non riguarda una élite. È, al contrario, un problema che riguarda le masse. A livello delle masse, però, religione e civiltà sono strettamente dipendenti l’una dall’altra. Non esiste una vera civiltà che non sia religiosa. Inversamente, una religione di massa è possibile soltanto se sostenuta dalla diffusione della cultura. Ora, ci sembra che oggi troppi cristiani accettino la giustapposizione di una religione personale e di una società laica. Tale concezione è rovinosa sia per la società che per la religione. Ma come trovare un’unione dell’una e dell’altra, che non assoggetti la religione ai poteri temporali e che non asservi i poteri temporali alla religione? Le pagine che scrivo vorrebbero essere un invito a questa ricerca di primaria importanza per il futuro.

 

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    Giorgio La Pira, “Principi“, Gennaio 1934 – Febbraio 1940.

 

Nel 1975, presentando la ristampa anastatica dei fascicoli di “Principi”, La Pira così richiama i motivi che lo spinsero a prendere quella iniziativa: “Eravamo alla ‘svolta fatale satanica’ della storia (…) bisognava perciò – se e come possibile – elevare la voce indicatrice di questa ‘ora pessima’, di questa ‘tenebra demoniaca’ nella quale stava per precipitare la storia della Germania, dell’Italia, dell’Europa e del mondo!”.

Nel gennaio 1939 esce il primo fascicolo di “Principi”, presentato come supplemento alla rivista dei domenicani di San Marco “Vita Cristiana”, per eludere la censura fascista.
La rivista viene pubblicata in dieci fascicoli fino al febbraio 1940 quando viene soppressa “per mancanza di carta”.

Ogni numero si apre con un editoriale dello stesso La Pira e contiene “letture dei padri e dei pensatori” che si riferiscono al tema dell’editoriale e ne forniscono la base dottrinale; vi sono inoltre contributi di studiosi di discipline diverse e meditazioni di carattere più spirituale.

 

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    Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Del gran mezzo della preghiera, Torino 1831.

 

Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna. Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti. E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell’inferno, l’aversi potuto salvare con tanta facilità, quant’era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle.

 

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    Giovannino Guareschi, Baffo racconta, Milano 2006

 

«La Desolina andava a confessarsi dal curato nuovo per la prima volta e si sentiva agitata, come quando si deve cambiare dottore.»   Guareschi

«Per favore, non disturbiamo Giovannino Guareschi. Lasciamolo lavorare in pace se, quasi quarant’anni dopo la sua scomparsa, riesce ancora a darci racconti come questi. Tutta roba tagliata in stoffa buona, uscita tra il 1941 e il 1967 su giornali diversi e mai raccolta prima in volume. Ritroviamo il Guareschi di sempre: uno scrittore che non si è mai finito di scoprire. L’atmosfera delicata in cui si muovono è quella del manifestarsi del mistero, di cui Guareschi si fa cronista. Narratore reverente e meravigliato che scrive di luoghi dove spazio, tempo ed eternità si danno convegno. Dove la gravità del mondo incontra la levità della Grazia.»   Alessandro Gnocchi

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Giovannino Guareschi, “L’Embrione”, in Baffo racconta, Milano 2006.

 

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Emanuele Boffi, “L’embrione che chiede giustizia al giudice. Un Guareschi censurato nel 1967“, in Il Foglio (1 dicembre 2004).

 

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